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Malattie neurodegenerative

    La ricerca sta facendo importanti passi avanti per migliorare la cura dell’Alzheimer, del morbo di Parkinson, della sclerosi multipla, della sclerosi laterale amiotrofica (SLA) grazie all’utilizzo delle cellule staminali.

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Il San Raffaele da anni studia le cellule staminali, cellule indifferenziate, potenzialmente in grado di trasformarsi in uno qualunque degli oltre 200 tipi cellulari presenti nell’organismo. Grazie alle cellule staminali, la medicina rigenerativa si occupa di trovare anche una soluzione per le conseguenze dovute all’ictus cerebrale e a traumi al midollo spinale.

 

Sono in costante crescita e non molto tempo fa sembrava che non ci si potesse far nulla: le malattie degenerative hanno in genere un decorso lento e progressivo in cui alcune funzioni del sistema nervoso vengono perdute. Morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, Sclerosi Laterale Amiotrofica: i loro nomi sono diventati noti perché colpiscono sempre più anziani.
Si prevede che il morbo di Alzheimer e le altre forme di demenze quadruplicheranno entro il 2050, mentre per il morbo di Parkinson si stima un raddoppio nel 2030.
Abbiamo sempre creduto che le cellule nervose non possono essere sostituite, ma i ricercatori non si sono arresi e oggi si intravede la possibilità di sviluppare terapie efficaci contro queste patologie così invalidanti.

Una delle speranze è costituita dall’utilizzo delle cellule staminali.
Sono già utilizzate nella pratica clinica per i trapianti di epidermide, di cornea e di midollo osseo per la cura di alcune leucemie. Ma anche per molte altre malattie, come distrofia muscolare, sclerosi multipla, Parkinson, Alzheimer e Sclerosi Laterale Amiotrofica, la ricerca sta facendo importanti passi avanti.
Sono molti i gruppi di ricerca del San Raffaele impegnati in questo campo: in particolare, nel 2000 è stato creato l’Istituto di Ricerca sulle Cellule Staminali, uno dei principali centri, non solo in Italia. I risultati sono davvero promettenti e un giorno non troppo lontano potrebbero trasformarsi in terapie concrete.

Un’altro approccio dalle potenzialità straordinarie è dato dalla medicina rigenerativa: se alcune cellule non possono essere sostituite, come quelle cerebrali, altre potrebbero essere riprogrammate; tessuti compromessi potrebbero essere sostituiti e difetti genetici corretti. Servono esperti in biologia dello sviluppo e delle cellule staminali, di immunologia e rigenerazione dei tessuti; servono medici capaci di trasporre in trial clinici le scoperte della ricerca di base.
Al San Raffaele la Divisione di Medicina Rigenerativa è nata nell’autunno del 2008 ed è già diventato un centro di riferimento a livello internazionale che lavora su questa linea.

Tutte queste aree di ricerca hanno un costo notevole e dipendono dal contributo di tutti: possiamo fare in modo che tecnologie apparentemente fantascientifiche abbiano presto un impatto nella vita reale, offrendo la speranza di una vecchiaia serena a noi e ai nostri figli.