FCSR Logo

  Malattie_cardiovascolari  

Malattie cardiovascolari

    Le patologie cardiache detengono il primato tra le cause di morte nel mondo occidentale. Solo in Italia ogni anno muoiono 243.000 persone a causa di queste malattie, di cui 37.000 per infarto del miocardio.

descrizione

Da sempre il San Raffaele, con il Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare, è in prima linea nella cura delle malattie cardiovascolari sia nella ricerca di base per conoscere i “meccanismi” che le generano, sia nella ricerca clinica per studiare nuove terapie e fare prevenzione.

Le cifre ci dicono che le patologie cardiache costituiscono il più temibile tra i nemici da combattere: 243 mila persone muoiono in Italia per malattie cardiovascolari37 mila per infarto miocardico. Siamo di fronte alla prima causa di morte nel mondo occidentale e fonte di disabilità per molti che sopravvivono. Dietro le cifre, migliaia di storie e di persone, migliaia di sofferenze che non possiamo limitarci a subire passivamente: le patologie cardiache si possono combattere e il San Raffaele lo sta facendo, con risultati impensabili solo pochi anni fa.
Dal punto di vista della ricerca, si tratta di agire a due livelli: imparare a conoscere i meccanismi che scatenano e fanno evolvere le malattie e, di conseguenza, studiare nuove terapie.
Dal punto di vista clinico bisogna saper sfruttare in modo immediato ed efficace i ritrovati della ricerca, mantenendo sempre il paziente al centro dell’attenzione e il suo ritrovato benessere al primo posto tra gli obiettivi.

Al San Raffaele esiste una struttura pensata per affrontare nel loro complesso i problemi del sistema cardiovascolare e dell’apparato respiratorio: è il Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare, a cui fanno riferimento diverse unità che agiscono in sinergia tra loro.
Inoltre, più recentemente, unico in Italia e nel mondo, è nato il Centro per la Ricerca Clinica Biologica Cardiovascolare, che si propone di applicare le più avanzate biotecnologie alla ricerca clinica per la diagnosi e la terapia “su misura” dei pazienti e per una prevenzione mirata. Medici, biologi e tecnici  lavorano in stretta integrazione con un’area clinica di 130 posti letto e un centro telematico che garantisce l’assistenza al paziente a domicilio.