Idrosadenite suppurativa: tre giorni di sensibilizzazione

Dal 3 al 5 ottobre l’IRCCS Ospedale San Raffaele aderisce alla campagna “Che nome dai alle tue cisti?”, patrocinata da Inversa onlus. La campagna è stata ideata con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sull’idrosadenite suppurativa, patologia dolorosa e poco nota, che si manifesta con la formazione di cisti e lesioni dolorose nelle aree inguinale, ascellare, perianale, dei glutei e sotto il seno. Chi soffre di questi disturbi potrà sottoporsi a una visita gratuita presso l’ospedale, previa prenotazione. Per ulteriori informazioni e per prenotare la visita: www.chenomedaialletuecisti.it […]

3 ottobre: inaugurazione mostra “IO NON SCLERO”

Martedì 3 ottobre alle ore 11.00, presso il Centro Sclerosi Multipla dell’IRCCS Ospedale San Raffaele (DIMER – via Olgettina 48), si svolgerà l’evento di inaugurazione della mostra IO NON SCLERO, un’esposizione di dodici tavole artistiche dedicate alle storie di chi affronta ogni giorno la sclerosi multipla. L’evento di inaugurazione, gratuito e aperto al pubblico, vedrà la partecipazione di medici, pazienti e operatori sanitari, per condividere storie e testimonianze di vita con la malattia. Ospite l’autore, conduttore ed esperto di storytelling Matteo Caccia che ripercorrerà le tante storie vere inviate dai pazienti in questi mesi sul sito www.iononsclero.it. La mostra resterà al San Raffaele fino al 12 ottobre. L’iniziativa fa parte della campagna di informazione IO NON SCLERO, sviluppata da Biogen e dall’Osservatorio sulla salute della donna (Onda), in collaborazione con l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) e con il patrocinio della Società Italiana di Neurologia (SIN). […]

RE.ME.DIET: dieta mediterranea e malattie renali

Milano, 28 settembre 2017 – Settimana scorsa, nell’elegante cornice della Cantina di Soave in Borgo Rocca Sveva (VR), si è tenuta una cena a sostegno del progetto RE.ME.DIET dell’Istituto di Ricerca Urologica (URI) dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, curata dagli chef fratelli Cerea del ristorante da Vittorio e dal maestro pasticcere Roberto Rinaldini. RE.ME.DIET è uno studio scientifico di tre anni che ha l’obiettivo di dimostrare a livello epigenetico come la dieta mediterranea possa interagire con i nostri geni e contribuire a prevenire l’insorgenza di malattie del rene correlate all’obesità, al diabete e all’ipertensione arteriosa e quale ruolo possa avere nella regressione di alcune di queste malattie. Nelle foto della serata gli ideatori e responsabili del progetto, dottor Francesco Trevisani (nefrologo e ricercatore URI) e dottoressa Arianna Bettiga (nutrizionista e ricercatrice URI), insieme al professor Francesco Montorsi (direttore dell’Unità di Urologia del San Raffaele) e al professor Andrea Salonia (urologo e direttore di URI). […]

Demenze giovanili: un aiuto per la diagnosi dalla risonanza magnetica funzionale

La risonanza magnetica funzionale, che consente di studiare come diverse aree cerebrali comunicano tra loro, si candida a diventare uno strumento di diagnosi precoce della demenza frontotemporale, un tipo di demenza che colpisce le persone tra i 50 e i 60 anni e che spesso all’esordio può essere confusa con la forma giovanile di Alzheimer. È questo il risultato di uno studio dei ricercatori dell’Unità di Neuroimaging quantitativo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, pubblicato su Neurology. Gli scienziati, spinti dalla difficoltà attuale nel distinguere le due forme di demenza, hanno studiato con tecniche di risonanza magnetica funzionale il cervello di pazienti con entrambe le malattie, mappandone il connettoma, ovvero la rete di connessioni che permette a parti del cervello adibite a diversi compiti di “parlare” tra loro. Le analisi hanno dimostrato che la variante giovanile dell’Alzheimer presenta un danno della funzionalità cerebrale grave e diffuso, mentre nella demenza frontotemporale il danno è circoscritto alle regioni cerebrali anteriori. Una differenza che permette di distinguere le due patologie precocemente e con grande precisione. “Questo studio ci aiuta a comprendere i diversi ‘percorsi’ che le due malattie seguono nel cervello e nel futuro ci aiuterà a sviluppare nuovi strumenti diagnostici non invasivi e offrire un percorso terapeutico personalizzato ai pazienti” spiegano il professor Massimo Filippi, a capo dell’Unità di Neuroimaging quantitativo, e la dottoressa Federica Agosta, neurologa e ricercatrice della stessa unità. […]
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