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Lorenzo Piemonti
DRI: Biologia delle beta-cellule
piemonti.lorenzo @hsr.it

In generale, la cura per il diabete tipo 1 e diversi casi di diabete tipo 2 si basa sulla possibilità di trovare un sostituto della massa beta cellulare in grado di compiere due funzioni essenziali: valutare i livelli ematici di glucosio e secernere appropriati livelli d’insulina nel letto vascolare. Attualmente, l’unica terapia clinicamente disponibile in grado di restaurare la massa beta cellulare nei pazienti diabetici è il trapianto di isole o di pancreas in toto. Nonostante i progressi fatti negli ultimi anni, questi approcci rimangono problematici. L’unità di Biologia della beta-cellula ha l’obiettivo di creare le condizioni adatte per favorire l’espansione e la sopravvivenza delle beta cellule in condizioni native o dopo trapianto. Negli anni precedenti siamo stati in grado di valutare l’impatto della modificazione beta cellulare sullo stato immunitario del paziente, l’efficacia delle immunoterapie e la loro capacità di controllare le risposte allogenica e autoimmunitaria. I risultati di questi studi dimostrano (i) che la sopravvivenza delle isole trapiantate nel fegato, sia singeniche che allogeniche, è sub-ottimale, (ii) che la reazione infiammatoria gioca un ruolo importante nella sopravvivenza e nella funzione delle insule dopo il trapianto, (iii) che gli attuali regimi immunosoppressivi non sono in grado di controllare efficacemente le risposte allo geniche e autoimmunitarie. Per ottenere la sostituzione a lungo termine delle beta cellule in pazienti con diabete proponiamo quindi: (I) di studiare il midollo osseo come possibile sito per il trapianto di insule, (II) sviluppare nuove strategie per la sopravvivenza delle insule modulando l’infiammazione inibendo, specificamente, i pathways che coinvolgono CCL2 o IL-8, (III) migliorare la riuscita del trapianto di insule mediante cotrapianto con cellule nutrici, utilizzando a tal fine cellule staminali mesenchimali, (IV) determinare i meccanismi di immunizzazione e distruzione legati agli autoantigeni insulari, (V) identificare una sorgente rinnovabile di cellule utilizzabile per implementare la massa beta cellulare trapiantabile.

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