I pazienti sono ricoverati in Neurorianimazione principalmente per:
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terapia intensiva postoperatoria (TIPO);
In generale, tutti i pazienti di Neurorianimazione hanno lo stato di coscienza compromesso, fino al configurarsi dello stato di coma.
Indipendentemente dalla patologia, la prognosi dei pazienti ricoverati è quindi riservata. Questo significa che i medici del reparto si riservano dal fare pronostici sull’evoluzione clinica del paziente. Tale scelta non sempre è compresa dai parenti dei pazienti, nonostante risulti essere professionalmente la più corretta alla luce del livello di gravità che caratterizza i ricoverati.
TECNICHE E SISTEMI DI MONITORAGGIO
Le tecniche e le strumentazioni adottate dal personale di rianimazione sono diverse:
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respiratori meccanici (per garantire la funzione respiratoria spesso compromessa);
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potenti farmaci endovenosi (per sostenere la circolazione sanguigna);
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tecniche di alimentazione artificiale.
Monitoraggio significa controllo del malato.
Il monitoraggio e la terapia sono soprattutto volti alla cura del sistema nervoso centrale, ma ci sono spesso problemi clinici a carico degli altri organi che possono essere coinvolti anche in modo grave. Oltre a un controllo clinico sulle variazioni neurologiche, esistono strumenti che esplorano la funzione di diversi apparati; la tecnologia fornisce apparecchiature sempre più affidabili e sicure, che cercano di essere meno invasive (incapaci cioè di provocare qualsiasi danno al malato) e più continue nel fornire dati.
Tuttavia, il sistema di monitoraggio non sempre può essere "non invasivo" e si ricorre a sistemi che potenzialmente presentano un certo rischio di complicanze. La scelta del sistema prevede che se ne valuti il costo e il beneficio, così che i vantaggi che si possono ottenere superino i possibili rischi.
Possiamo dividere i sistemi di monitoraggio in base al loro scopo principale:
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sorveglianza generale: particolarmente importante, dato che il malato ha dei supporti vitali che non possono essere interrotti e che prevedono l’uso di apparecchiature anche sofisticate, il cui buon funzionamento deve essere verificato;
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allarme: quando avviene una modificazione della situazione neurologica o sistemica;
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informazione sul tipo di trattamento necessario e di controllo dell’efficacia.
Un malato viene monitorato in relazione alle sue necessità. Non per tutti i malati ricoverati in neurorianimazione è necessario ottenere le stesse informazioni, né in termini numerici, né in termini di invasività: ciò dipende dallo stato di gravità, dalle condizioni precedenti del malato, dal tipo di lesione e dal momento della malattia.
Oggi, già al letto del malato, è possibile avere informazioni continue sulla funzionalità degli organi principali. Generalmente sono sempre monitorate:
- l’attivita cardio-circolatoria con rilevazioni dei valori pressori in vari distretti venosi e arteriosi (la pressione arteriosa, venosa centrale, l’emodinamica);
- l’attività elettrica cardiaca e il suo ritmo (elettrocardiogramma);
- la ventilazione e l’ossigenazione attraverso i valori dei gas presenti nel sangue (anidride carbonica e ossigeno);
- l’attività elettrica cerebrale (elettroencefalogramma);
- la pressione intra-cranica;
- la velocità del flusso ematico cerebrale (doppler);
- il consumo cerebrale di sostanze essenziali per la sua sopravvivenza (come l’ossigeno).
Vengono poi analizzati i bilanci di ciò che viene consumato o eliminato (calorie, liquidi, ecc.), così che possa essere reintegrato correttamente.






