Opere d'arte al San Raffaele
09 Aprile 2010
Il San
Raffaele, centro d’eccellenza internazionale per la ricerca scientifica
e la cura delle patologie, apre i suoi spazi ospitando le opere di uno
scultore contemporaneo, Harry Rosenthal.
Per tutto il mese di
aprile, la struttura sanitaria milanese è infatti arricchita dalle
realizzazioni del maestro, messe a disposizione di pazienti,
dipendenti, studenti e visitatori, appassionati d’arte e non.
Le
opere esposte rappresentano un significativo omaggio a Don Luigi Verzé
per i suoi 90 anni e precisamente sono inserite all’aperto, nelle aree
comuni, tra l’ospedale e gli uffici amministrativi appena trasferitisi
nel modernissimo Dibit2, sede delle facoltà dell’Università Vita Salute
e della Ricerca.
Esperto ingegnere, Harry Rosenthal nasce a
Vienna nel 1922 e si avvicina all’arte durante gli studi in Francia a
Saint Jean Cap Ferrat. E’ nel 1968 che espone per la prima volta a
Parigi nella galleria La Palette Bleu.
In questi quarant’anni
le sue realizzazioni, principalmente in bronzo e vetro, sono state
esposte in celebri gallerie d’arte, spazi pubblici o di prestigio
all’estero e in Italia. Solo a Milano, ad esempio, le opere sono già
state inserite ed esposte in Corso Vittorio Emanuele, davanti la chiesa
di San Carlo, nei giardini pubblici di via Palestro e via Manin,
nell’Ospedale Redaelli, nei giardini di Cascina Grande (Rozzano), etc.
Rosenthal
impegna la sua sensibilità nell’esprimere le forme e i gesti della
figura umana e rappresenta, attraverso il dinamismo e la spiritualità
delle espressioni, tematiche quali l’amicizia, l’amore e la religione.
Lo studio accurato delle proporzioni tra vuoti e pieni, rappresenta una
peculiarità del maestro e dona alle opere un senso di slancio e
leggerezza, risultato di una lunga riflessione sulla vita e i rapporti
umani.
Tra le oltre 700 sculture da lui prodotte si
annoverano: La Luce, Giovanni Paolo II, Gioia di libertà, Coppia nel
sole, I quattro cavalieri dell’apocalisse ed il bianco cavallo della
pace. Le stesse, sono tutte presenti all’appello del San Raffaele,
insieme a molte altre.
Con questa esposizione l’artista
materializza i suoi sentimenti intimi attraverso un trittico
essenziale: i simboli, i ritmi e l’equilibrio. Dal canto suo il San
Raffaele conferma la sua vocazione alla diffusione della cultura,
espressa anche, a titolo di esempio, dai libri pubblicati dall’Editrice
San Raffaele e da una prestigiosa rivista come Kos.
Dal 1970
l’obbiettivo perseguito dalla Fondazione Centro San Raffaele del Monte
Tabor è quello di perfezionare la persona umana, indagandone le
strutture biologiche essenziali, curandone le manifestazioni
patologiche, ma anche stimolandone le potenzialità intellettive e
culturali, secondo la mission: andate, insegnate, guarite.
Per informazioni:
Ufficio stampa Istituto Scientifico Universitario San Raffaele
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