Scoperta la proteina che accende i geni fetali nel muscolo
20 Febbraio 2010
I ricercatori della Divisione di Medicina Rigenerativa, Cellule
Staminali e Terapia Genica del San Raffaele e del Dipartimento di
Biologia dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con
diverse Istituzioni nazionali ed internazionali, hanno individuato come
un singolo gene sia in grado di “spegnere” i geni dello sviluppo del
muscolo scheletrico embrionale e di “accendere” quelli fetali, già
simili a quelli del muscolo adulto.
La ricerca, condotta da
Graziella Messina e collaboratori e coordinata da Giulio Cossu,
direttore delle Divisione di Medicina Rigenerativa dell’Istituto
Scientifico San Raffaele e Professore di Istologia dell’Università di
Milano è stata pubblicata sul numero di febbraio della prestigiosa
rivista scientifica Cell.
La formazione del muscolo scheletrico
dei mammiferi avviene in diverse fasi. Queste fasi sono caratterizzate
da cambiamenti dell’espressione di molti geni, la cui funzione meglio
si adatta al particolare periodo dello sviluppo, così come accade per
esempio per le globine dei globuli rossi.
Il muscolo embrionale
esprime proteine contrattili di tipo lento ed enzimi metabolici con
bassa attività, il che corrisponde ad un muscolo che si contrae
lentamente, come un motore in rodaggio. Nel feto invece compaiono
proteine capaci di contrazione veloce ed enzimi metabolici ad alta
attività, il che corrisponde ad un muscolo già efficiente e di per se
più simile al muscolo adulto.
I ricercatori hanno identificato
un singolo gene, chiamato Fattore Nucleare Uno X (Nfix) necessario e
sufficiente per “spegnere” i geni embrionali ed “accendere” quelli
fetali. Infatti, questo gene, quando espresso in cellule muscolari
embrionali le trasforma in cellule fetali. Per di più embrioni di topo
che esprimono precocemente questo gene acquisiscono precocemente il
fenotipo fetale, mentre feti in cui questo gene è stato soppresso nei
muscoli sono più piccoli e continuano ad esprimere i geni embrionali.
Giulio Cossu, coordinatore dello studio afferma: “Questa
scoperta chiarisce per la prima volta il meccanismo molecolare della
transizione embrione/feto ed ha importanti implicazioni per
l’evoluzione del muscolo scheletrico nei vertebrati e possibili
implicazioni per la patogenesi di alcune malattie muscolari. Ad esempio
il gene Nfix controlla tra gli altri il gene del sarcoglicano a, la cui
mutazione causa una forma di distrofia muscolare.”