Comunicato stampa
Lo studio dei ricercatori del San Raffaele ha evidenziato che grazie al livello di evoluzione del nostro cervello e delle sue capacità neuronali, già specializzate sin dalla nascita, siamo in grado di produrre i capolavori della musica, una delle massime espressioni del genio umano.
Milano, 23 febbraio 2010 – I ricercatori dell’Università Vita-Salute San Raffaele e della Divisione di Neuroscienze dell’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano hanno scoperto, mediante l’utilizzo della risonanza magnetica funzionale (FMRI), che esiste nei neonati un meccanismo neurale alla base della comprensione di uno dei più antichi linguaggi dell’uomo: la musica.
E’ noto, grazie agli studi in adulti effettuati con la FMRI, che negli adulti la comprensione della musica avviene attraverso sistemi neurali complessi, in maniera specifica a livello dell’emisfero destro, specializzato in funzioni che permettono, per esempio, di decodificare il tono, il timbro, la melodia, l’armonia, la struttura (sintattica) e il significato della musica. Questi sistemi neurali specializzati comprendono non solo le aree uditive primarie ma anche quelle secondarie di più alto livello integrativo nel lobo temporale, ma anche strutture dei lobi parietali e frontali.
La domanda che tuttora si fanno i neuroscienziati è se la comprensione della musica a livello cerebrale sia il risultato di una lunga esposizione alla musica (come avviene nella vita, dall’infanzia in poi, fino agli alti livelli di esperienza che riguardano i musicisti) o se invece esiste nell’essere umano una predisposizione neurobiologica che si è evoluta con l’uomo e che ha permesso la produzione e la comprensione della musica.
Lo studio ha posto le basi per una risposta. Gli scienziati hanno studiato con la risonanza magnetica funzionale l’attività del cervello in neonati di 24-48 ore di vita, quando l’esperienza uditiva alla musica è ancora minima o nulla. Hanno presentato ai bimbi, attraverso delle piccole cuffie, brani di musica classica tratti da autori come Mozart, Schuman, Schubert, Chopin, ecc.
I risultati provano che già nelle prime ora di vita si attivano nell’emisfero destro gli stessi sistemi neurali presenti e attivati negli adulti esposti da tempo alla musica.
La riprova è che sottoponendo i bambini all’ascolto degli stessi estratti di musica resi dissonanti o alterati nella struttura, non si attiva più l’emisfero destro (quello artistico) bensì entrano in gioco strutture dell’emisfero sinistro (deputato al ragionamento e alla comprensione del linguaggio).
Questa scoperta evidenzia che già dalla nascita è presente un’architettura neurale e una specializzazione emisferica per la elaborazione di processi musicali. Inoltre dimostra che il cervello dei neonati è già sensibile a variazioni della chiave tonale e alle differenze tra dissonanza e consonanza musicale.
Afferma Daniela Perani, docente di psicologia fisiologica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele ideatrice e coordinatrice dello studio: “E’ solo un piccolo tassello in più che aggiunge conoscenze sulle origini e lo sviluppo di questa capacità universale degli esseri umani. Il cervello è evoluto in modo tale da possedere sin dalla nascita quelle strutture necessarie all’elaborazione di funzioni complesse come la musica. Senza questa evoluzione non avremmo percepito, compreso e nemmeno prodotto quei capolavori della musica che rappresentano uno dei massimi livelli delle possibilità del cervello umano. Questo studio apre anche nuove prospettive di ricerca che dovranno dimostrare il ruolo di queste strutture dell’emisfero di destra, specializzate per la musica e già funzionalmente attive alla nascita, anche per l’elaborazione degli aspetti musicali del linguaggio quali la prosodia. E’ questo un elemento fondamentale per l’acquisizione del linguaggio nell’infanzia, dalla comprensione delle singole parole fino alla successiva costruzione di frasi e quindi di funzioni di linguaggio complesse come la sintassi. ”
Questo studio è stato reso possibile grazie ai finanziamenti di Fondazione Mariani e European Union Project BrainTuning FP6-2004 NEST-PATH-028570.
* La ricerca è stata autorizzata dal Comitato Etico del San Raffaele, dalla Comunità Europea Bruxelles, ed entrambi i genitori di tutti i bimbi che hanno partecipato allo studio hanno firmato una liberatoria di autorizzazione
Per informazioni:
Ufficio stampa Istituto Scientifico Universitario San Raffaele
tel. 02.2643.4465
fax 02 26417386, e-mail: ufficio.stampa@hsr.it
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Studio pubblicato su PNAS, Proceedings of the National Academy of Sciences of United States of America
22 Febbraio 2010
Functional specialization for music processing in the human newborn brain.
Daniela Perani a,b,c,d,1,2, Maria Cristina Saccuman a,b,1, Paola Scifo b,c,d, Danilo Spada e, Guido Andreolli a, Rosanna Rovelli f, Cristina Baldoli c, g and Stefan Koelsch h,i.
a) Faculty of Psychology, Vita-Salute San Raffaele University, 20132 Milan, Italy;
b) Division of Neuroscience, San Raffaele Scientific Institute, 20132 Milan, Italy;
c) CERMAC, San Raffaele Scientific Institute, 20132 Milan, Italy;
d) Department of Nuclear Medicine, San Raffaele Scientific Institute, 20132 Milan, Italy;
f) Department of Neonatology, San Raffaele Scientific Institute, 20132 Milan, Italy;
g) Department of Neuroradiology, San Raffaele Scientific Institute, 20132 Milan, Italy;
e) Psychology Section, Department of Biomedical Sciences and Technologies, School of Medicine, Università degli Studi,
20134 Milan, italy;
h) Max-Planck-Institute for Human Cognitive and Brain Science, 04103 Leipzig, Germany;